commenti under 17 - A.S.D. Pallacanestro Trevigiana
 

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Under17: vittoria nel recupero contro l’Hesperia.
A due giorni dalla sconfitta contro il Torton, l’under17 supera in casa l’altra squadra dell’Hesperia con un netto 73-42 nel recupero chiesto due settimane addietro dagli ospiti falcidiati dalle influenze. Risultato mai in discussione in una gara senza lode e senza infamia. A pesare su tutto l’avvicendamento sulla panchina ospite avvenuta nel corso del campionato che inevitabilmente non consente ai giovani dell’Hesperia di aver continuità di lavoro, anche se chi ora si ritrova a guidar la squadra fa egregiamente il suo dovere dando tranquillità ai ragazzi in campo. Per il resto la partita ha ben poco da dire con i padroni di casa che scavano subito un buon divario ruotando dall’inizio diversi componenti della rosa per scongiurare cali di tensione e castigare il minimo cenno di rilassamento. Uno degli aspetti su cui ci si è sempre battuti dall’inizio della stagione è che chi scende in campo deve onorare avversario, compagni seduti in panchina e pubblico sugli spalti, oltre che dare un senso al fatto stesso di trovarsi in quel momento in una palestra a giocare una gara ufficiale. Gli avversari si rifugiano quasi subito in una zona speculativa a protezione del canestro la cui unica efficacia è di far calare di ritmo i padroni di casa ma che a conti fatti risulta tempo perso sia per chi la deve fare sia per chi la deve attaccare. La partita scivola via senza grosse emozioni fatte salve qualche buona difesa di squadra per i padroni di casa e qualche azione individuale ricercata per gli ospiti.
Inutile nascondere che ora dobbiamo rituffarci in palestra per preparare al meglio tutti assieme questo finale di girone per noi veramente incandescente, dove non abbiamo margine di errore. Cominciamo a convincerci che abbiamo fin qui disputato una stagione da incorniciare che ha regalato a tutti soddisfazioni personali e di squadra non indifferenti visto e considerato da dove eravamo partiti. Rimane pur sempre a noi la facoltà di continuare su questa strada e credere in quello che stiamo facendo. Sono gli altri che devono trovare le risorse per fermarci. Ci sono una decina di partite che stanno a testimoniare che la nostra voglia di lottare e lo spirito di sacrificio del gruppo ci ha permesso di superare molti ostacoli. Anche il prossimo ostacolo è difficile, complicato, tosto. Ma lo erano anche tutte le difficoltà che abbiamo saputo affrontare finora. Ci siamo meritati il diritto di partecipare in prima persona a una grande impresa. Godiamoci questo momento e affrontiamolo non con la paura di sbagliare ma con il coraggio di chi sa che l’errore fa parte del gioco e non mollerà mai di un centimetro per dare a sé e ai suoi compagni una nuova possibilità. Disposti a sacrificar tutto di noi stessi per inseguire il nostro sogno comune.


Sconfitta amara per l’under17 superata di misura dal Torton Basket
“Chi vince ha sempre ragione” recita un cinico adagio comune a un modo di pensare presente in certi ambienti dello sport ad ogni livello. E che noi, a scanso di equivoci, ci sentiamo di condividere solo nella sua fredda parafrasi matematica, utile a formulare classifiche di profitto. Classifiche che spesso, però, finisco per accecare anche i più avveduti e portano a distorcere, o peggio, svuotano di significato il lavoro che spinge chi pratica sport a sacrificarsi per ottenere quel “Risultato” cui velatamente l’espressione sopra citata allude. Se la vittoria conta tutto, allora, a ragione, il Torton porta a casa il massimo della posta con il minimo dello sforzo e può dormire sonni tranquilli per essersi imposto sulla Trevigiana per 56-53. Noi dobbiamo scuotere le nostre coscienze. Lasciamo il Torton festeggiare, giustamente incazzati per aver perso una partita che in tutta onestà nessuna delle due squadre meritava di vincere per quanto espresso sul campo. A loro i due punti e il passaggio di girone garantito, a noi la rabbia e gli stimoli per impegnarsi ulteriormente in allenamento e continuare a crescere. Consapevoli che forse può non bastare. Se esiste un dio del basket egli ha guardato con benevolenza la nostra squadra e le ha imposto la sconfitta. Perché a volte una sconfitta bruciante può esser ben più salutare di una vittoria e paradossalmente risulta più dignitoso perdere -se non si ha il cervello tarato esclusivamente sulle classifiche- dopo una gara decisamente opaca e avara di spunti tecnici e di gioco. In questi casi la sconfitta ti porta a riflettere e ti spinge a migliorare più di quanto possa fare l’entusiasmo per la vittoria. Chiunque delle due squadre poteva vincere. Nessuna ha dimostrato di valere la vittoria. Si fosse vinto sarebbe stata ugualmente una partita mal giocata. E due punti in più in classifica certo non avrebbero spinto ad interrogarsi sui propri errori e a limare i propri difetti. Come finora successo. E’ forse un caso che la miglior prestazione della squadra quest’anno sia avvenuta nel girone d’andata dopo l’unica sonante sconfitta subita? Crediamo proprio di no. In una partita il cui punteggio si è sviluppato sugli errori dell’avversario, una delle due sfidanti porta a casa due punti. Non rimane altro. Certo per qualcuno questo basta e avanza. Il fine è stato raggiunto. Ma per chi sa che il futuro della propria squadra è scritto nello stato di salute del suo presente, una vittoria può curare sì molti mali, ma può anche nasconderne in modo vigliacco pure i difetti attuali. Quando nel giro di un minuto si ha per ben tre volte la possibilità di impattare e si sprecano le palle recuperate, è giusto perdere. Quando non si persegue il proprio gioco e ci si adegua a quello altrui, è giusto perdere. Quando non si sa profittare dei ripetuti errori avversari, è giusto perdere. Quando non si dà il meglio di sé costringendo l’avversario a far altrettanto e a dimostrarsi realmente più forte, forse ogni tanto è opportuno anche perdere. Per non correre il rischio di accontentarsi e festeggiare una prestazione opaca con risultato positivo, per poi trovarsi impreparati quando la posta in palio ha ben altro valore. Alla stregua di un esercito che festeggia tra bacco e venere il trionfo di una battaglia vinta solo perché gli uomini dell’altro son caduti in dirupi o affogati nei fiumi, convinto basti la protezione delle proprie divinità per fermare il nemico, senza strategie e addestramento di soldati. Il rischio di perdere malamente le terre conquistate per mano di nuovi invasori è molto alto. Per arrivare distante, oltre ad avere i giusti mezzi, bisogna saper combattere. E noi che siamo una squadra dai mezzi limitati, dobbiamo saper combattere e saper soffrire meglio degli altri. Come già detto e ribadito più volte.
Inutile descrivere una gara nel complesso deludente per contenuti tecnici, qualità di gioco e intensità in campo, farcita da continui errori che per due pretendenti al passaggio del turno pongono diversi interrogativi. Nonché l’urgenza di adeguare il proprio standard ai futuri impegni. Cavalchiamo con coraggio quanto costruito in questi mesi e continuiamo in silenzio a lavorare. Dovremo saperci mettere in gioco daccapo. Non dovrà esser l’avversario a dettare il nostro futuro. Abbiamo l’obbligo morale di lasciar dietro di noi solo tante esperienze diverse. Mai rimpianti e nulla di intentato.
Solo il massimo di me stesso può accettare la sconfitta e dormire sereno. Le sue frazioni parlano di occasioni perse e lasciano l’amaro in bocca, mal di pancia e recriminazioni nella testa.
Le persone che fanno la differenza, non parlano degli errori degli altri...trasformano questi sbagli in grandi opportunità di crescita!


Under17 a fatica sul Hoop Basket School Caerano

Vittoria sofferta per i ragazzi dell’under17 che superano i verdi dell’Hoop per 77 a 64 evidenziando scarsa brillantezza e uno stato di forma alquanto approssimativo, senza voler nulla togliere ai meriti avversari. Il Caerano ancora una volta si è dimostrata squadra competitiva, corretta in campo, dotata di una buona circolazione di palla, il cui unico neo è forse l’assenza di un vero “killer instinct” ossia la capacità di affondare il colpo decisivo, di approfittare con freddo cinismo dei momenti bui dell’avversario per trarne il massimo guadagno e mantenere l’inerzia del match a proprio favore.
Partita dai due volti per la Trevigiana con una prima metà di gara sottotono, in balia della verve dei padroni di casa, e una ripresa decisamente più convincente, con un buon terzo quarto e un ultimo periodo sulla sufficienza.
Non è certo una squadra in salute quella scesa ospite nella palestra di Caerano che, come da tradizione, è un vero freezer in campo quanto calorosa sulle tribune. Si sapeva che poteva esser una trasferta insidiosa, sia per la caratura dell’avversario, sia per le molteplici vicissitudini che hanno condizionato gli allenamenti dell’ultimo mese. Eppure i giocatori della Trevigiana si presentano in campo senza la voglia di sporcarsi le mani e di far girare le gambe, perfetti signorini cui tutto sembra dovuto. Sfortunatamente per loro i padroni di casa non la pensano allo stesso modo e lungi dal voler prostrarsi alle volontà ospiti, tessono il proprio gioco constatando quanto sia facile perforare la difesa avversaria e infilare il canestro da ogni posizione del campo quando chi ti marca confida sui tuoi errori e scambia il parquet per la platea di un teatro. Il gioco della Trevigiana, estremamente lento e macchinoso, risulta di facile lettura per i volenterosi padroni di casa la cui autostima cresce continuamente con il passare dei minuti fino a diventare l’unica squadra, degna di definirsi tale, presente in campo. Agli ospiti non riesce quasi nulla e nessuno sembra disposto a far più del minimo necessario, giusto per non destar sospetto di combine, viste le cronache degli ultimi tempi. A destar preoccupazione è l’imbarazzante lassismo con cui si guardano gli avversari passarsi la palla e con cui si concedono facili tiri aperti. I giocatori della Trevigiana finiscono a terra ad ogni contatto mentre la palla sembra calamitata nelle mani degli avversari. Un già scarso movimento senza palla lascia il posto a banali iniziative personali cui segue un serpeggiante nervosismo e una ingiustificabile ritrosia difensiva. In questo quadretto tutt’altro che edificante la Trevigiana giunge all’intervallo meritatamente sotto nel punteggio anche se le rotazioni della panchina e un Caerano clemente nel non approfittare a piene mani della situazione, rendono il divario fin troppo sottile per quanto visto in campo da parte delle due squadre.
Alla Trevigiana serve la pausa per interrogarsi sul senso da dare alla trasferta e per capire che a far male non è tanto il punteggio sul tabellone, quanto l’assenza di quel fuoco interiore che ha contraddistinto le sue migliori prestazioni. L’esame di coscienza risveglia la voglia di giocare e alla ripresa del gioco si materializza in campo una squadra finalmente motivata e disposta a qualche fatica per raggiungere la vittoria. Nel terzo quarto gli ospiti cominciano a fare le cose semplici e a difendere di squadra. Grazie a un po’ di sano orgoglio e a una discreta intensità ribaltano le sorti della gara trovando anche qualche buona giocata.
Nell’ultimo periodo di gioco una Trevigiana concreta e diligente mantiene a debita distanza i padroni di casa che non riescono ad avvicinarsi nel punteggio nonostante alcune pregevoli iniziative.
Consapevoli di esser ben lontani dalla piena maturità e dalla brillantezza raggiunta nel mese di dicembre e culminata in una serie di prestazioni da incorniciare, sappiamo che non possiamo vivere di rendita. Dobbiamo continuare a lavorare duro e a migliorare. Nessuno ci regala nulla.
Prendendo a prestito le parole di Julio Velasco: “A noi non basta fare le cose bene, dobbiamo farle meglio degli altri.”


 L’under 17 domina la Pol S. Giorgio Quinto con una prestazione tutta cuore e carattere
Costretti a scendere in campo nel weekend tra acciacchi e sintomi influenzali, i ragazzi dell’under 17 si scoprono più forti delle influenze, più forti degli infortuni, più forti delle assenze, dimostrando una passione e un attaccamento alla squadra da veri professionisti del parquet. Alla prima trasferta dell’anno portano a casa una bella vittoria per 83-53 costruita con il cuore e il sudore di chi ha voglia di stupire e scavalcare continuamente i propri limiti. A farne le spese un Quinto che nulla può contro grinta e orgoglio dei nostri che, coscienti di non esser al meglio, non badano tanto al bel gioco ma vanno diritti alla sostanza delle cose provando a tutti che non serve essere in serie A per esser dei grandi professionisti.
Tributiamo i giusti onori a questi ragazzi che, dopo essersi ritrovati in sette negli ultimi allenamenti causa influenze e infortuni vari si presentano in undici per disputare la partita e seppur debilitati nelle forze e non al meglio, scaricano in campo tutta la loro determinazione compiendo un piccolo grande capolavoro di tenacia. A dimostrazione, ancora una volta, che più della tecnica e del talento è la passione che abbiamo dentro che ci aiuta a superare le difficoltà e ci spalanca i traguardi più lontani.
Palla a due ed è subito pressione della Trevigiana che già dalle prime battute riversa tutta la sua intensità difensiva e mette le mani sul match scavando subito un buon divario. I padroni di casa appaiono frastornati, disorientati e subiscono l’impeto degli avversari comminando una serie di palle perse e forzature che li tengono lontani dalla via del canestro. La Trevigiana fa valere la sua fisicità e nessuno si risparmia nonostante le energie siano ridotte per i pochi allenamenti dell’ultimo periodo e la lucidità annebbiata dalla spossatezza delle influenze. Ne risente lo spettacolo in una gara che non offre certo un basket per palati fini. C’è molta confusione in campo, vuoi per le difficoltà del Quinto, vuoi per l’aggressività della Trevigiana che, come già accennato, bada alla sostanza per creare da subito un buon margine non sapendo di quanta riserva di energie può disporre. A metà del secondo quarto il divario tra le due squadre è già importante e solo un calo degli ospiti, complice qualche cambio, una serie infinita di palle perse e iniziative scriteriate in attacco, consente ai padroni di casa del Quinto di limitare i danni.
Nella seconda metà di gara il risultato non cambia con i ragazzi della Trevigiana che continuano a esercitare la loro pressione difensiva e a mandare fuori giri gli avversari. I padroni di casa hanno il merito di non disunirsi e di continuare a provarci. Per la Trevigiana arriva anche qualche buona azione corale in attacco che contribuisce a infondere ulteriore fiducia in tutti i componenti della rosa. La confusione e i contatti duri da ambo le parti scandiscono il susseguirsi delle azioni mentre il duo arbitrale mantiene un metro prettamente in stile inglese ma uniforme.
Nell’ultimo quarto gli ospiti calano di intensità e perdono parecchio in lucidità in entrambe le metà campo ma continuano a riscuotere una certa efficacia sia per la rotazione della panchina sia per un pari allentamento dei padroni di casa. Al suono della sirena il punteggio premia con merito gli ospiti che escono da questa partita fortificati nello spirito e temprati dalle fatiche, consapevoli di aver dato tutto il meglio di se stessi per costruire il proprio cammino inseguendo le proprie aspirazioni.
Un altro passo per divenire giocatori e uomini migliori.
Dopo i giusti elogi chiudiamo ricordando ai ragazzi che la vittoria non nasconde o cancella la mole di lavoro ancora da svolgere per poter affrontare preparati i futuri impegni. Troppe ancora le amnesie difensive e il disordine in attacco. Ora è imperativo recuperare brillantezza ed elevare la qualità del gioco grazie alla qualità delle scelte sul campo. Speriamo che lo “Spirito” visto sul parquet di Quinto possa diventare arma permanente nell’arsenale di questa squadra. Da cui poter attingere a piene mani per moltiplicare le energie e sopperire agli inevitabili futuri errori.


L’under 17 inaugura il nuovo anno con una vittoria sul Carbonera

Coincide con il nuovo anno l’avvio della fase di ritorno del campionato provinciale di categoria. Ricomincia pertanto dal Carbonera la marcia del’under 17 che al pari della prima gara d’andata si impone sulla giovane formazione ospite. Il 79 a 52 finale non dà i giusti meriti alla determinazione alla grinta degli ospiti che escono da questa partita sconfitti solo nel punteggio e capaci di tener testa agli avversari senza mai arrendersi nonostante l’espulsione del proprio coach nel terzo quarto. Sono poche invece le cose buone fatte vedere in campo dai ragazzi della Trevigiana. Se nella gara di andata erano piaciuti l’applicazione difensiva e lo spirito con cui tutta la squadra era scesa in campo, la gara di ritorno lascia una sensazione di generale appagamento unita a una svogliatezza mentale che mal si addice a una squadra che finora ha costruito il suo cammino proprio sulla generosità agonistica del collettivo . Qualche lampo di buona intensità e di precisione nelle rotazioni difensive nel secondo quarto è stato sufficiente per scavar un rassicurante vantaggio ma nel resto della gara si è visto troppo poco per potersi ritenere soddisfatti. In attacco ci si è accontentati delle iniziative dei soliti noti senza ricercare un buona circolazione di palla mentre in difesa si son lasciate senza colpo ferire le palle vaganti in mano degli ospiti, accettando di subire canestri senza provare ad aiutare il compagno di turno colpevolmente battuto. Decisamente opaco l’ultimo quarto, quando i giocatori del Carbonera sono apparsi più pimpanti e intraprendenti dei padroni di casa che, con la concentrazione al minimo e un atteggiamento alquanto borghese, han visto il canestro con il contagocce. La gara lascia luci ed ombre ed è amaro constatare come si sia ripetuto quanto di poco buono visto nell’ultimo quarto a Paese nella gara precedente. Speriamo vivamente non serva andar a sbattere e farsi male per tornare umili e combattivi. L’avversario va rispettato e affrontato con la voglia di migliorarsi. Sempre. Ogni gara di questo campionato non vale solo una possibile vittoria. Vale un’occasione, vale un’esperienza, vale un pezzo di strada di un viaggio lungo una carriera sportiva. Sarà la somma dei vari pezzi che alla fine ci dirà dove siamo arrivati. Può accadere così che al termine della stagione gli ultimi in classifica siano riusciti a fare più strada dei primi che magari forti di una superiorità tecnica o fisica si son adagiati e per così dire accontentati di camminare in discesa. E quando per loro le partite cominceranno a valere una final-four invece del primato di un girone si ritroveranno incapaci di dar il meglio di sé per superare avversari di pari valore.
Ciò su cui è opportuno riflettere oggi è che nella vita cestistica di ognuno esistono cicli di alti e bassi ma il campione a differenza del mediocre sa che i periodi negativi non vanno addebitati agli arbitri, alla scuola, alle vacanze, al coach, o qualsivoglia alibi la nostra mente riesca a partorire per il nostro quieto vivere. Il campione sa che la differenza tra un vittoria e una sconfitta sta dentro la sua capacità di dare costantemente il massimo. Se lasciamo che siano agenti esterni a condizionare il nostro rendimento finiremo per lasciare agli altri non solo le vittorie sul campo ma anche le nostre ambizioni o peggio, i nostri sogni. Pertanto ogni partita indipendentemente dalla qualità dell’avversario, dell’arbitraggio o del mio minutaggio deve esser sfruttata per dare il massimo e alimentare le mie capacità. Solo allora sarò in grado di trasformare anche una sconfitta in un’occasione per diventare un giocatore migliore e fare molta più strada degli altri. Non c’è peggior cosa di un’occasione persa.
Come dicevano i latini: Estote parati


L’under17 si conferma anche contro il Basket Paese2000 sq.B

L’under17 conclude il girone di andata con una vittoria sul campo del Paese sq.B e ribadisce il buon momento di forma con una prestazione convincente per larghi tratti ma ancora orfana di quel surplus mentale che spesso è l’ago della bilancia tra chi è destinato a far molta strada e chi invece si perde nei meandri dei propri limiti. Arriva una vittoria rotonda con un eloquente 108-49 che porta con sé diverse conferme sui miglioramenti nel gioco intrapresi da inizio stagione, ma maschera in modo bugiardo le grosse lacune individuali e di squadra su cui continuare a lavorare. Se la partitura sembra entrata nella testa dei giocatori, la qualità d’esecuzione è ancora poco armonica e pecca di clamorose stonature su cui l’avversario di turno trova terreno fertile per radicare il proprio gioco. Fa tutto parte del processo di crescita ma in quanto tale esige un continuo lavoro di raschiatura che non consente a nessuno alcun riposo sugli allori.
La gara vede la Trevigiana partire forte già dalle battute iniziali del match mentre il Paese, orfano di qualche giocatore per influenza, si vede imbrigliato nella pressione difensiva avversaria. I padroni di casa dopo un iniziale sbandamento che costa delle clamorose palle perse cominciano ad arrivare a canestro con regolarità pur difettando in termini di efficacia.
Nel secondo quarto gli ospiti continuano a rimanere concentrati e a imprimere il proprio ritmo alla gara ma alternano bei recuperi a gigantesche dormite inframmezzate da qualche puerile quanto inutile fallo. Il Paese ha il grande merito di non scollarsi e di continuare a cercare il canestro attraverso gli errori difensivi concessi dagli avversari. Entrambe le squadre ruotano tutti i propri giocatori e benché nessuno neghi il suo impegno in campo, nelle file della Trevigiana qualche elemento palesa grossi arretrati, su cui urge lavorare, che costituiscono ossigeno puro per gli avversari.
Nel terzo quarto la partita scivola via sui binari visti nella prima parte di gara e con casuale intermittenza compare, per entrambe le contendenti, qualche buona giocata, frutto più di demeriti avversari che di pregi intrinseci.
Nell’ultimo periodo di gioco sale di tono un Paese che non ti aspetti. Pur condannato da un significativo divario nel punteggio, quando tutto porta in una sola direzione e parrebbe giustificabile abbandonare la contesa nelle mani avversarie, Paese manifesta un bel guizzo d’orgoglio e ravviva il gioco con una serie di pregevoli iniziative. La Trevigiana decide di guardarsi lo spettacolo e dopo aver mostrato il meglio di sé offre agli avversari anche il peggio. Ora è il Paese a trovare il canestro con regolarità mentre per gli ospiti si fa notte fonda e digiuno forzato per diversi minuti nonostante si provino vari avvicendamenti in campo per ritrovare il filo del gioco e lo spirito giusto. Negli ultimi minuti la Trevigiana argina la deriva ma è lontana parente di quella vista nei quarti precedenti, mentre Paese chiude la gara in crescendo dando segnali incoraggianti ai suoi sostenitori.
Archiviamo questa vittoria consci di esser lontani dall’aver giocato la partita perfetta, obiettivo che ogni grande giocatore si pone ogni volta che scende sul parquet. Il calo mentale dell’ultimo quarto non ha giustificazioni, le scusanti le lasciamo a quelli che hanno deciso di valere poco e di prediligere la mediocrità al sapore della conquista. Noi vogliamo andare avanti. Approfitteremo della lunga pausa natalizia, concessa con troppa generosità dal comitato Fip provinciale, per arricchire il bagaglio, personale e di squadra, di nuove certezze e nuove consapevolezze.
Il traguardo più alto? Quello che raggiungeremo….con la testa e la forza del gruppo.


Under17 compie l’impresa: fermata la capolista Basket Paese2000 sq.A
Ottima partita dell’under17 che lima i propri limiti e grazie a un concentrato di intensità e carattere riesce a domare un Basket Paese di grande valore, dotato di notevoli mezzi fisici e tecnici. Una gara emozionante, non indicata ai deboli di cuore, terminata con il punteggio di 81-75.
L’avversario è di primo livello, squadra composta da uno zoccolo duro classe 95 affiatato già da diversi anni, che lo scorso campionato si era distinto per capacità, tenacia e tifo caloroso al seguito, integrato quest’anno con validi elementi del’96. Il Paese scende alla palestra Pascal con tutte le intenzioni di ribadire il suo primato in classifica e dimostrare di esser una delle principali candidate alla vittoria finale. Per la Trevigiana non poteva esserci sfida più proibitiva per provare a lasciarsi alle spalle le delusioni della partita precedente e recitare un ruolo da protagonista, non da semplice sparring partner. La consapevolezza è che la gara va affrontata con il piglio di chi non ha nulla da perdere e deve per forza di cose misurarsi senza troppi calcoli con un avversario tosto, per capire la reale portata dei propri mezzi.
L’avvio è a dir poco tremendo per i padroni di casa che nei primi minuti di gioco riescono a malapena a infilare due canestri e vengono sommersi dalla freschezza del gioco avversario. Il Paese parte determinato e pare avere una marcia in più. Arriva prima sui palloni vaganti, domina a rimbalzo, esce puntualmente vincente dai vari contatti di gioco e veleggia con tranquillità per il campo. Gli ospiti scappano via nel punteggio senza grossi patemi e gestiscono in scioltezza un avversario in grosse difficoltà, tanto da arrivare a un meritato +12. Servono tre conclusioni dalla lunga distanza per risvegliare dal torpore i padroni di casa che, galvanizzati dalla repentina rimonta, trovano improvvisamente energie nuove e cominciano a credere di potersela giocare alla pari.
Da quel momento in poi e per tutto il quarto successivo è un continuo botta e risposta, fatta di difese forti e conclusioni in attacco dall’alto coefficiente di difficoltà. In campo si vedono due squadre concentrate, che si dannano su tutti i palloni e provano a sbagliare il meno possibile cercando di imporre il proprio ritmo sull’avversario. Si giunge all’intervallo lungo senza poter capire chi abbia più possibilità di spuntarla alla fine. L’unica cosa chiara a tutti è che quei tre canestri dalla distanza del primo quarto hanno cambiato la gara e ora i padroni di casa sembrano tutta un’altra squadra.
Il terzo quarto non delude le attese e per certi versi si alza il livello della qualità di gioco in campo. Nessuna delle due squadre è disposta a concedere qualcosa all’altra ne riesce a scappare o a piazzare un break che possa tenere l’altra a un margine di sicurezza. Non vi è possibilità di rifiatare. Ne guadagna lo spettacolo, non solo per il punteggio in bilico quanto per la capacità delle due squadre di tenere sempre accese al massimo le energie nervose. La Trevigiana prova a far la differenza in post basso ma Paese regge bene e risponde con le qualità dei suoi esterni. I padroni di casa riescono a mettere la testa avanti nel punteggio ma vengono subito ripresi dagli ospiti che approfittano al meglio dei cambi avversari.
Arriva l’ultimo quarto e la fatica comincia a farsi sentire da ambo le parti. La poca lucidità comincia a condizionare le giocate. Con il passare dei minuti il pallone sembra farsi sempre più pesante e difficile da passare. Negli ultimi tre minuti di gioco Paese è costretto a rinunciare al suo play titolare a causa dei falli mentre la Trevigiana perde il suo pivot ma trova due piazzati che le consentono un piccolo allungo. Pura illusione, Paese non ci sta e complice qualche ingenuità dei padroni di casa si riporta in perfetta parità dalla lunetta a quota 75. Tutto da rifare con meno di due giri di lancette da giocare. La Trevigiana va in attacco e trova il canestro, Paese prova a rispondere ma non ha fortuna e ricorre al fallo per fermare il cronometro. I padroni di casa rimangono freddi e chiudono la partita portando a casa una vittoria sofferta, insperata alla vigilia e per questo ancora più bella. Paese non esce certo ridimensionato dalla partita, anzi rivela come la qualità dei suoi giocatori e la profondità della sua panchina alla lunga, nel proseguo del campionato, finiranno per pesare a proprio favore e fare la differenza. Ma oggi è giusto celebrare l’under17 della Trevigiana che ha saputo andare oltre i propri limiti e disputare una partita da grande squadra. Non aggiungiamo altro se non l’augurio che il ricordo delle bellissime immagini della partita odierna possa stamparsi in maniera indelebile nella mente di questi ragazzi a ricordar loro nei momenti di difficoltà di cosa son capaci. Per aiutarli a rialzarsi dopo ogni caduta e a non perdere mai la fiducia in se stessi.


Under17 cade sul campo del Torton

L’under17 rimedia la prima sconfitta stagionale per opera del Torton Basket School, squadra che nel corso della gara ha fatto valere la maggior forza del suo collettivo composto di 11 elementi sostanzialmente intercambiabili. Alla Trevigiana non son bastate le buone prove dei suoi giocatori di maggior talento per reggere il confronto per tutti i 40 minuti di gioco e la fase difensiva è risultata ancora troppo acerba per impensierire costantemente un avversario più pronto a giocare certe partite. Il punteggio finale recita un netto 56 -79 a sancire la superiorità dei padroni di casa. Più che di un dominio del Torton dobbiamo però parlare di un crollo dei nostri nell’ultimo quarto, chiuso con la miseria di 6 punti e un orgoglio agonistico in anestesia totale.
Parte bene la Trevigiana che nelle prime azioni di gioco si porta subito avanti nel punteggio grazie a una buona difesa. I padroni di casa sono bravi a non farsi prendere dalla frenesia e accertatesi delle dinamiche del gioco avversario, cominciano a punire con facili conclusioni gli allentati meccanismi difensivi dei rivali. Per il Torton diviene tutto facile tanto da farsi beffe più volte della difesa ospite per poi tornare a schierarsi in area senza esporsi mai al gioco avversario. In pochi minuti i padroni di casa salgono nel punteggio e con un’attenta difesa mettono in crisi l’attacco ospite, troppo prevedibile nelle intenzioni e statico sul lato debole. Quando la Trevigiana stringe le maglie e tutti gli elementi in campo suonano in armonia la stessa partitura, nascono fulminei miniparziali che sembrano poter colmare il divario nel punteggio. Sono solo meteore e gli ospiti vengono sempre ricacciati indietro dalle continue forze fresche che gli avversari riversano con costanza in campo senza subire mai cali di rendimento.
Il secondo quarto accentua quanto visto nel primo. Il Torton continua a trovare con costanza la via del canestro e solo a sprazzi inciampa in qualche errore che paga in termini di punti subiti. La Trevigiana comincia a dubitare sempre più del suo sistema difensivo e si ritrova a temere gli avversari invece di aggredirli mentre in attacco o si affida a qualche iniziativa personale o prova a far male dal post basso senza riuscir a cambiar lato alla palla con pericolosità. Ma è a rimbalzo che nascono i maggiori problemi con i padroni di casa a dominare sui due lati del campo e gli ospiti a subire i contatti e a dormire sotto i canestri. All’intervallo la Trevigiana se ne torna nello spogliatoio tramortita nello spirito, con un pesante -16 sulle spalle e tanta insicurezza sul proprio reale valore.
Serve la ripresa del gioco per far capire ai nostri ragazzi quanto gli avversari, pur essendo una buona squadra, abbiano anch’essi dei limiti e possano andar in difficoltà sotto pressione. La Trevigiana scioglie in un bicchier d’acqua i propri complessi e piazza un parziale terrificante che la riporta a contatto nel punteggio fino a un -3 che riapre completamente le sorti dell’incontro mandando fuori giri gli avversari.
Con il risultato nuovamente in discussione sembra lecito lasciar da parte le paure e le disattenzioni della prima parte di gara e rimanere concentrati per cavalcare l’onda della rimonta. Sono invece sufficienti due cambi, fatti per dar ossigeno a chi aveva dato tutto nella rimonta, per destabilizzare gli equilibri di squadra e concedere ai padroni di casa giusto qualche regalo che li riporta a una distanza di sicurezza.
Nell’ultimo quarto la Trevigiana si vede costretta a dover nuovamente tentare la scalata mentre i padroni di casa, scampato il pericolo, riprendono a fare il proprio gioco gestendo al meglio le proprie risorse. Gli ospiti finiscono in campo con il cervello collegato al tabellone elettronico e invece di ripetere la sterzata inferta nel quarto precedente si prodigano in una serie di conclusioni dalla distanza e di forzature personali che non producono nulla di buono se non facili rimbalzi per gli avversari. La sterilità offensiva finisce per condizionare la tenuta difensiva fino a una completa incapacità di reazione. Gli ultimi minuti di gioco son utili solo per fissare il risultato finale.
Digerita l’amarezza del risultato, speriamo questa gara sia stata utile ai ragazzi per capire che non bisogna mai lasciar stabilire agli avversari il proprio valore. Il terzo quarto della partita ha dimostrato che bisogna innanzitutto creder fermamente in se stessi e nei propri mezzi e non farsi condizionare dalle qualità degli altri. Incontreremo sempre qualcuno più bravo di noi. Ma sta solo a noi stabilire quanta strada faremo e dove riusciremo ad arrivare. Altrimenti che veniamo in palestra a fare? Vogliamo esser padroni del nostro destino. La differenza la fa sempre ciò che abbiamo dentro di noi.

Sabato 12 novembre 2011

L'under17 cala il poker di vittorie contro il Caerano
Al termine di una bella partita ricca di break e fiammate, l’under17 ha la meglio sul Caerano targato Hoop per 79-51. Gli ospiti scendono alla palestra Pascale con una squadra ben attrezzata, nata dal lodevole e lungimirante progetto di condivisione dei settori giovanili delle società dell’area montebellunese. Un progetto che ci sentiamo di condividere e di sottolineare per il suo nobile scopo: unire le forze per offrire ai ragazzi della zona un valido percorso di crescita in questo sport che negli anni ha perso dignità e qualità ad ogni livello. Del resto i futili e rovinosi campanilismi delle numerose società del trevigiano sono qui a ricordarci come in un periodo di ristrettezze economiche e di scarsità di giovani atleti sia sciocco litigare tra poveri per allestire squadre dal roster risicato e svendersi l’anima con l’intento di godere per una vittoria sulle società conterranee. Accantonate le becere rivalità si riuscirebbe ad ammortizzare spese, condividere idee e moltiplicare la qualità dei servizi rivolti a quei giovani che passano le ore a sudare in palestra e la cui crescita è spesso, se non castrata, quantomeno condizionata negativamente dalle piccole, ridicole, ambizioni di pochi che non vedono oltre il buon nome della società di appartenenza.
Chiuso l’inciso, la cronaca del match vede la Trevigiana partire con decisione grazie a una buona intensità difensiva che cancella i brutti incipit che avevano contraddistinto le ultime due gare. Il Caerano soffre la vivacità degli avversari tanto da dover ricorre a un tempestivo time-out per riordinare le idee. La Trevigiana manca di cinismo e non capitalizza la mole di lavoro e la bella verve messa in campo sbagliando con allarmante continuità facili appoggi al tabellone. Trascorsi i primi minuti di gioco per ambientarsi e trovare i giusti equilibri, anche gli ospiti cominciano a macinare gioco e a riversare sul campo le proprie qualità.
La partita diviene molto piacevole con le due squadre che si affrontano a viso aperto. La pressione difensiva dei padroni di casa e la circolazione di palla degli ospiti contribuiscono a mantenere un buon ritmo di gioco e a scandire i vari possessi. Al primo allungo casalingo risponde un parziale ospite frutto di buone conclusioni dalla media e lunga distanza a punire gli errori difensivi avversari. La Trevigiana usa l’intensità difensiva per provare a mandare fuori ritmo gli avversari mentre il Caerano si affida alla qualità della sua panchina per avere sempre idee chiare e forze fresche.
Il quarto termina in un strana sensazione di equilibrio con punteggio dall'andamento elastico frutto delle ripetute fiammate d’orgoglio di entrambe le contendenti.
Il secondo e il terzo quarto vivono sulla falsariga del primo. Ogni qualvolta i padroni di casa producono un break anche di dieci lunghezze, gli ospiti sono bravi a recuperare velocemente lo svantaggio e a rimettere in discussione la gara. La Trevigiana pur non andando mai sotto nel punteggio non riesce a scrollarsi di dosso gli avversari e con il passare dei minuti comincia ad accusare il numero di falli sanzionati dalla coppia arbitrale che ha il merito di mantenere un metro uniforme per tutta la gara e non perdere mai il polso del gioco. Gli ospiti sembrano poter mettere le mani sulla gara in avvio di terzo quarto quando con un parziale di 8-0 impattano nel punteggio e raffreddano gli entusiasmi avversari. La Trevigiana ha la colpa di ripresentarsi in campo con un quintetto che mostra il suo lato peggiore, scollega la spina in difesa e perde malamente palla in attacco nei primi 4-5 possessi, affidandosi a iniziative flaccide e scriteriate. La panchina ricorre al time-out immediato per tentare di rianimare il corpo morto vagante per il campo. La scossa porta benefici istantanei. Reset mentale e la sostituzione degli elementi maggiormente soggetti da apatia, riaccendono gli spiriti e in un lampo provocano un nuovo deciso allungo.
Da quel punto in poi la Trevigiana, riappropiatasi delle sue certezze, non si arresta più e si applica secondo le direttive. Il Caerano prova a rifarsi sotto nel punteggio con una zona press a metà campo che causa un'iniziale sbandamento negli avversari. I padroni di casa, memori forse della lezione patita nella partita precedente, non si fanno irretire e riescono senza grossi traumi a trovare le giuste contromisure.
Nel quarto quarto la Trevigiana ha il merito di rimanere concentrata sul proprio credo piuttosto di preoccuparsi e subire il gioco avversario Sono i falli a condizionare le rotazioni in campo, soprattutto del reparto lunghi. La nota di maggior rilievo è la piacevole continuità con cui chiunque entra in campo prova a mantere la pressione difensiva. Segno che qualcosa sta maturando. Gli ospiti, nonostante il punteggio sia per loro negativo, paiono pronti a colpire con l'ennesimo break non appena gli avversari provino ad abbassare la guardia. L'atteggiamento delle due squadre finisce per rendere piacevoli anche gli ultimi minuti di gioco.
La Trevigiana giunge così alla quarta vittoria consecutiva, oltre ogni più rosea aspettativa di inizio stagione. Senza dubbio la miglior partita disputata finora, con un carattere difensivo volto all'aiuto reciproco e un attacco che con il passare del tempo ha trovato iniziative da tutti i componenti della rosa scesi in campo. Perfetta sintesi del lavoro svolto negli allenamenti settimanali. La squadra sembra stia trovando la sua identità. Consci dei propri limiti, è giusto volare bassi. Predichiamo umiltà. La voglia di migliorarsi del singolo eleverà la qualità della squadra, ma servirà mantenere il giusto spirito di squadra per mascherare le proprie debolezze. La rotta è tracciata. Ora bisogna continuare a lavorare bene per rimanere in carreggiata anche quando sarà tutta buche e salite.
 


Sabato 5 novembre 2011
Under17, dall’inferno al paradiso contro l’Hesperia
L’under17 vince sul campo dell’Hesperia per 86 a 54 una partita fatta di espiazione e di carattere.
 I padroni di casa si presentano con 8 effettivi a referto causa alcune defezioni mentre gli ospiti provano a mettere in campo la maggior fisicità dei propri lunghi per indirizzare il match sulla giusta via. I primi minuti sembrano dar ragione alla Trevigiana che prova l’allungo con gli avversari a soffrire a rimbalzo. Ma è un fuoco di paglia che dura lo sprazzo di qualche minuto, giusto il tempo necessario al coach di casa per ordinare ai suoi ragazzi una zona 2-3, stretta a riccio a protezione del canestro. L’attacco della Trevigiana va in tilt. Nonostante i timeout chiesti dalla panchina nel giro di 2 minuti per riordinare le idee, sembra impossibile per gli ospiti risolver il rebus e scalfire la fitta muraglia avversaria issata davanti al canestro. Di contro la difesa subisce passivamente le iniziative di 1 contro 1 dei padroni di casa che impattano e chiudono il quarto in perfetta parità.
L’avvio del secondo quarto è a dir poco agghiacciante. Le nubi e il grigiore che han caratterizzato il meteo di tutta la giornata sembrano calati pure nella testa dei ragazzi. Anzi ,in campo i toni cominciano a farsi neri e la temperatura siberiana quando i padroni di casa raggiungono la doppia cifra di vantaggio approfittando di un avversario macchinoso e insicuro. La Trevigiana fatica a crear gioco e dà l’impressione di muoversi per il campo con il freno a mano tirato, sotto il peso di un macigno fatto di debolezze e di complessi. Ruotano gli attori, alla ricerca disperata dei giusti equilibri fino a che, improvvisamente, si materializza in campo un quintetto che comincia a fermare l’emorragia. Come nelle migliori parabole evangeliche, serve espiare le proprie colpe per arrivare alla redenzione. Dopo aver saggiato sulla propria pelle le conseguenze di un atteggiamento scialbo e rinunciatario i giocatori della Trevigiana decidono di gettare il cuore in campo. Nel giro di tre minuti cambiano marcia e azzannano la partita passando da un -12 a un clamoroso +13 sulla sirena. L’apoteosi del ritrovato spirito agonistico è il canestro segnato allo scadere del quarto su passaggio da rimessa laterale con meno di 2 secondi da giocare sul cronometro.
 Al rientro in campo la Trevigiana prova a ripartire dalle certezze con cui era giunta all’intervallo e si affida a quegli elementi che dalla panchina avevano ribaltato l’andamento e le sorti della gara. L’Hesperia continua a presentare la zona quale arma per creare grattacapi agli avversari. Nella prima parte del quarto parte decisa e prova subito a rientrare in partita affidandosi alle sortite dei singoli. La Trevigiana sembra aver perso lo smalto del quarto precedente e torna a soffrire il gioco avversario. Fortunatamente il periodo di appannamento dura poco. La Trevigiana non appena ritorna a correre e a metter pressione ai portatori di palla avversari, riprende in mano l’inerzia della gara e incrementa il punteggio.
L’ultimo quarto vede i giocatori di casa ammainare pian piano le vele e lasciare il timone della gara in mano agli ospiti che continuano a fare il proprio gioco e ad allontanare fantasmi e paure della prima parte di gara. Con il passare dei minuti l’Hesperia comincia a perdere i propri giocatori per raggiunto limite di falli e chiude la partita con soli quattro elementi in campo. Per la Trevigiana spazio e minuti di esperienza a tutti i convocati, senza cali di concentrazione fino al termine del match.
E’ doveroso festeggiare la terza vittoria in tre partite ma l’augurio è che i ragazzi possano ricordarsi a lungo della gara di oggi e trarne un'importante insegnamento. Aldilà e più delle tecniche e delle tattiche di gioco, quel che conta e fa la differenza in fin dei conti è lo spirito e la grinta con cui si affrontano gli impegni. Oggi, di fronte alle difficoltà, ne chili ne centimetri ne giochi son serviti a nulla fino a che si era scarichi nelle gambe e insipidi nello spirito. Tutto è cambiato quando si sono visti in campo voglia di lottare su ogni palla, applicazione difensiva e coralità in attacco. In altre parole la quintessenza della pallacanestro. Saran considerazioni banali e generiche sulle quali si può dire tutto e il contrario di tutto o costruire un'infinità di teorie e filosofie di gioco. Ma prese nel loro primo e genuino significato valgono più delle tante alchimie tattiche a cui han dato origine e su cui continuano a scriversi libri su libri.
Continuiamo a ripetere: per arrivare lontano son necessari grande impegno e grande dedizione. E un grande cuore.
Per tutto il resto c'è sempre un rimedio.
 


Vittoria alla prima casalinga per l’under 17 contro un buon Quinto
 Nella partita d’esordio sul parquet di casa della palestra Pascale l’u17 si impone per 76-54 sulla Pol. S.Giorgio Quinto in una partita molto più combattuta di quanto il risultato finale possa far intendere.
Nel primo quarto di gioco le due squadre si annullano a vicenda. La gara non decolla e il periodo si chiude in perfetta parità. Fin dalla palla a due la Trevigiana appare decisamente molle sulle gambe e scarica nella testa. L’intensità difensiva che aveva contraddistinto la bella prestazione della gara precedente si rivela scialba e apre vere e proprie autostrade al gioco avversario che arriva alla conclusione con irrisoria semplicità. L’attacco fatica a trovar la via del canestro con giocatori troppo statici e propensi ad arruffate iniziative personali.
Nel secondo quarto il Quinto mette in campo tutta la sua aggressività per contrastare la maggior fisicità dei lunghi avversari, esponendosi ai fischi del duo arbitrale. La Trevigiana prova a trovare i giusti equilibri ruotando tutta la panchina ma i nuovi entrati appaiono troppo timidi in attacco e inefficaci in difesa nel contenere le penetrazioni avversarie. Il Quinto è padrone di tutte le palle vaganti, si butta con efficacia a rimbalzo e giunge in area con facilità, trovando comodi tiri piedi a terra sui ribaltamenti di lato. I padroni di casa rimangono in partita grazie ai giri in lunetta e sul finire del quarto hanno un sussulto di vitalità che li porta al riposo lungo in vantaggio di 7 lunghezze.
Al rientro dagli spogliatoi, dopo pochi minuti di gioco, gli ospiti vedono i loro giocatori più efficaci gravati dai falli e sono costretti ad affidarsi esclusivamente alla panchina. Per la Trevigiana la strada si fa in discesa. Nonostante le cattive spaziature in attacco e l’incapacità di leggere i raddoppi in post basso i padroni di casa allungano. La coppia arbitrale, ligia nell’applicare il regolamento e nel sanzionare i contatti di gioco, non fa sconti a nessuno e anche per la squadra di casa comincia a pesare la situazione falli.
Nell’ultimo periodo di gioco il Quinto prova a rientrare in partita schierandosi a zona ma non riesce a cambiare l’inerzia della gara. La partita vive delle fiammate dei singoli da entrambe le parti. L’incontro comincia a perdere alcuni dei suoi protagonisti per raggiunto limite di falli. Gli ospiti sembrano aver esaurito le frecce al proprio arco mentre i padroni di casa paiono aver quel qualcosa in più per controllare la gara malgrado qualche elemento vada in riserva di energie. La Trevigiana da spazio a tutta la rosa. Chi entra in campo porta il suo contributo con diligenza. Il distacco rimane invariato fino al punteggio finale.
Onore ai nostri per aver portato a casa la vittoria contro un gruppo solido e ben affiatato che aldilà della giovane età rivela una compattezza invidiabile, da squadra vera.
Un bel esempio da cui imparare per accantonare le tendenze individualistiche viste in campo da alcuni nostri ragazzi. Urge tornare tutti umili operai che con il reciproco sudore sopperiscono alle ancora molte e grandi lacune individuali. Per crescere in fretta e andare avanti è bene fare un passo indietro e recuperare lo spirito visto in campo nella prima gara. Volere, credere, fare, le stesse cose. Con incrollabile impegno. Tutti assieme. Sempre.
 


Vittoria alla prima uscita stagionale per l’U17
 che ha la meglio su un giovane Carbonera.  

Nella prima partita del campionato provinciale di categoria l’U17 si impone in trasferta 84-49 sul campo del Carbonera che presenta una rosa di giocatori under16, annate 96-97

La partita si delinea già nel primo quarto con i padroni di casa che soffrono la pressione difensiva avversaria e gli ospiti che capitalizzano gli sforzi con buone conclusioni.

Il secondo quarto si apre sulla falsa riga del primo con le due squadre che danno sfogo alle panchine per cercare soluzioni alternative. Con il passar dei minuti il Carbonera incomincia a prender le contromisure e nella seconda parte del quarto prova la difesa a zona per limitare gli avversari. La Trevigiana dal canto suo comincia a manifestare tutte le debolezze di una squadra assemblata appena da due mesi e fatica ad avere fluidità di gioco in attacco. Le difficoltà offensive vengono alleviate da un lodevole atteggiamento difensivo. Una buona intensità e aiuti dal lato debole portano a qualche contropiede che smuove il punteggio quando l’attacco appare incepparsi contro difesa schierata.

Al rientro dall’intervallo lungo un Carbonera più determinato evidenzia i limiti della Trevigiana, complice un pericoloso calo mentale ospite. Le due squadre in campo si equivalgono, la gara si fa frammentata causa i molti errori di gioco e i continui fischi arbitrali.

Nell’ultimo quarto di gara gli ospiti ritornano ad esercitare una buona pressione difensiva mentre il Carbonera non demorde e onora il campo fino alla sirena. La Trevigiana porta a termine la partita ruotando tutti gli effettivi a referto senza grossi cali di rendimento il campo.

Un plauso ai ragazzi per la grinta e l’impegno messi in campo.

Infine una considerazione. Questa squadra è una scommessa. Nata quest'estate per rispondere a dei ragazzi che per varie ragioni cercavano ascolto e riscatto. Ragazzi che vogliono ribadire a tutti che lo sport prima del fisico, prima della tecnica, è grande passione. E questa è una scommessa già vinta, che non ha controvalore in termini di vittorie.

Spetta ora a questi ragazzi lavorare sodo in palestra per realizzarsi e nel loro piccolo spostare sempre più in là il confine dei propri limiti, senza sentirsi figli di un dio minore. La passione, l'impegno, l'entusiasmo saranno il metro con cui misureremo la loro stagione. E la loro crescita. Comunque vada, senza retorica e senza alibi!